Lugli

Tullio, Vasco, Nerio e Renzo, sono i quattro figli del fabbro del paese di Limidi di Soliera nei pressi di Carpi. Alla fine degli anni 1930, scomparso il padre, danno vita alle “Officine Meccaniche Fratelli Lugli fu Ettore”, la cui attività si svolge nell’ambito della riparazione di attrezzi agricoli. Nel 1937, Tullio che ha appena venti anni, costruisce con un motore a petrolio, un ponte della “Balilla” e altro materiale di recupero, un veicolo che può aiutare il lavoro dei campi, e che forse viene chiamato trattore, ma che trattore non lo è nel modo in cui lo intendiamo oggi. Tullio è un ragazzo d’ingegno e riesce a costruirne un altro paio di questi veicoli che gli agricoltori della zona gli commissionano, prima che scoppi la guerra e i fratelli vengano chiamati alle armi.

Terminato il conflitto, nel 1946, i Lugli riaprono l’officina e, vista la disponibilità di materiale di recupero militare e civile, si mettono a costruire delle “carioche” molto funzionali che finiscono per godere di una certa considerazione nella zona.

Meccanici di paese ma con molto fiuto commerciale, i fratelli Lugli individuano nelle fabbriche di laterizi un settore per collocare un trattorino di taglia piccola che può essere costruito interamente in casa con pochi soldi e molta materia grigia. E’ sempre Tullio che progetta e disegna un trattore in miniatura, prima utilizzando il motore Enfield marino raffreddato ad aria della potenza di circa 10 cavalli che sarà il “Liliput” al quali segue lo “Junior” con motorizzazione Guldner. Primo cliente è la fornace di Carpi, ma all’inizio degli anni Cinquanta esistono in Italia circa 1500 fabbriche di laterizi, che richiedono simili veicoli per movimentare i carrelli durante la lavorazione dei mattoni.

I Lugli si specializzano in questo settore e, quando le fornaci cominciano tentare la strada dell’automazione, sono al loro fianco con speciali carrelli elevatori, via via sempre più particolari, settore nel quale primeggiano oggi a livello internazionale.

La puntata nel settore agricolo i Lugli la compiono nel 1954 col modello L10 dotato di motore a petrolio Ruggerini, poi nel 1957 con il tipo LD10 motorizzato da un gasolio VM o Slanzi, quindi con il modello L15 dotato di bicilindrico Slanzi. A fronte delle centinaia di veicoli destinati all’industria, presero la via dei campi solo 71 esemplari negli anni dal 1954 al 1959.

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